Quando si parla di abusivismo nel settore immobiliare, il rischio è quello di considerarlo un problema che riguarda esclusivamente gli agenti immobiliari.
Non è così.
L'esercizio abusivo della professione riguarda prima di tutto i cittadini che vendono, acquistano o affittano un immobile e che hanno il diritto di sapere a chi stanno affidando un'operazione spesso economicamente e personalmente molto importante.
Difendere la legalità nella mediazione immobiliare non significa quindi proteggere una categoria da possibili concorrenti.
Significa tutelare il mercato, la trasparenza e soprattutto il consumatore.
Essere agente immobiliare non è semplicemente "vendere case"
Nell'immaginario comune può sembrare che per esercitare questa professione siano sufficienti capacità commerciali, conoscenza del mercato e una buona rete di contatti.
Ma l'attività di mediazione immobiliare è una professione regolamentata.
Chi la esercita deve possedere determinati requisiti e adempiere agli obblighi previsti dalla normativa. A questi si aggiungono responsabilità professionali che accompagnano concretamente l'attività quotidiana dell'agente.
Non si tratta di formalità burocratiche.
Sono elementi che contribuiscono a creare un sistema di garanzie per chi si rivolge a un professionista.
Il consumatore deve sapere con chi sta lavorando
Chi affida la vendita della propria casa a un intermediario consegna informazioni, documenti e spesso le chiavi di un bene di grande valore.
Allo stesso modo, chi acquista si trova a prendere decisioni che possono impegnarlo economicamente per molti anni.
È quindi legittimo aspettarsi che la persona che interviene professionalmente nella trattativa sia autorizzata a svolgere quell'attività e operi assumendosi le responsabilità che ne derivano.
Il cittadino dovrebbe poter conoscere con chiarezza chi sta svolgendo l'attività di mediazione e a quale titolo lo sta facendo.
Questa, prima ancora di essere una questione professionale, è una questione di trasparenza.
L'abusivismo non ha sempre un volto riconoscibile
Quando si pensa all'abusivo si immagina spesso qualcuno che esercita apertamente la professione senza possederne i requisiti.
La realtà può essere molto più complessa.
Il mercato immobiliare è cambiato e insieme ad esso sono cambiati anche i servizi che ruotano attorno alla compravendita: consulenza, marketing, piattaforme digitali, segnalazione di opportunità, assistenza commerciale e molte altre attività.
L'innovazione è positiva e rappresenta una risorsa per il settore.
Il problema nasce quando, dietro una diversa definizione dell'attività svolta, vengono esercitate concretamente funzioni che appartengono alla mediazione immobiliare senza rispettarne requisiti, obblighi e responsabilità.
Le regole devono valere anche quando cambia la tecnologia
La trasformazione digitale sta modificando profondamente il settore immobiliare.
Portali, piattaforme, social network, strumenti automatizzati e intelligenza artificiale stanno creando nuove opportunità e nuovi modelli di servizio.
È un processo che non deve essere ostacolato.
Al contrario, credo che una professione moderna debba saper utilizzare la tecnologia e confrontarsi con l'innovazione.
Ma innovazione e legalità non sono concetti alternativi.
La tecnologia può cambiare gli strumenti attraverso i quali un'attività viene esercitata; non può diventare il modo per aggirare le regole che tutelano il mercato e i cittadini.
La legalità tutela anche gli agenti immobiliari corretti
Naturalmente esiste anche un problema di concorrenza.
Un professionista regolarmente abilitato sostiene costi, adempimenti, obblighi e responsabilità connessi all'esercizio della propria attività.
Chi opera fuori dalle regole può evitare una parte di questi oneri e creare una evidente distorsione del mercato.
Contrastare l'abusivismo significa quindi anche tutelare le migliaia di operatori che ogni giorno lavorano correttamente.
Ma sarebbe riduttivo fermarsi a questo aspetto.
La questione principale rimane la tutela del cittadino.
La provvigione non è il problema centrale
Il dibattito sull'abusivismo viene talvolta ridotto alla domanda su chi abbia o meno diritto a percepire una provvigione.
È certamente un aspetto importante, ma non è l'unico.
Prima ancora del compenso esiste il problema dell'attività svolta.
Chi ha accompagnato le parti nella trattativa? Chi ha raccolto una proposta? Chi ha negoziato le condizioni dell'operazione? Chi ha fornito informazioni sull'immobile? Chi ha messo concretamente in relazione venditore e acquirente?
Sono domande importanti perché consentono di comprendere quale attività sia stata effettivamente esercitata, al di là delle definizioni utilizzate.
Anche il professionista deve meritare la tutela della propria professione
Difendere la categoria, però, comporta anche una responsabilità.
Non possiamo chiedere rispetto delle regole agli altri senza pretendere qualità, correttezza e trasparenza da noi stessi.
L'abilitazione professionale non può essere considerata un punto di arrivo.
Occorrono aggiornamento continuo, conoscenza delle norme, attenzione alla documentazione, chiarezza nei rapporti con i clienti e consapevolezza delle responsabilità assunte.
La migliore risposta all'abusivismo è anche una professione sempre più qualificata e riconoscibile agli occhi del cittadino.
Informare è importante quanto contrastare
La repressione degli eventuali comportamenti irregolari compete agli organismi e alle autorità cui la legge attribuisce questi poteri.
Ma le associazioni di categoria e gli stessi professionisti possono svolgere un altro compito fondamentale: informare.
Un consumatore consapevole è maggiormente in grado di verificare a chi sta affidando il proprio immobile, comprendere quale servizio gli viene offerto e chiedere trasparenza.
Per questo il contrasto all'abusivismo non dovrebbe essere fatto soltanto di segnalazioni.
Dovrebbe essere fatto anche di cultura della legalità.
Una responsabilità che sento particolarmente
Come agente immobiliare e come Vicepresidente FIAIP Roma, con delega alla legalità, tutela e contrasto all'abusivismo professionale, considero questo tema parte integrante del lavoro di rappresentanza della categoria.
Non si tratta di creare contrapposizioni né di difendere posizioni acquisite.
Si tratta di contribuire alla costruzione di un mercato nel quale ruoli e responsabilità siano chiari e nel quale l'innovazione possa svilupparsi nel rispetto delle regole.
Un mercato più trasparente tutela i professionisti seri, ma soprattutto permette ai cittadini di scegliere con maggiore consapevolezza.
La professione immobiliare continuerà a cambiare.
Cambieranno gli strumenti, le tecnologie e probabilmente anche molti dei servizi che oggi conosciamo.
Ma alcuni principi dovrebbero rimanere gli stessi: competenza, responsabilità, trasparenza e rispetto delle regole.
È su questi principi che si costruisce la fiducia.
Andrea Buccolini
Agente immobiliare a Roma dal 2001
Vicepresidente FIAIP Roma
Delega alla legalità, tutela e contrasto all'abusivismo professionale
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