Quando si parla del lavoro dell'agente immobiliare, spesso si tende a ridurlo a un'attività apparentemente semplice: trovare un acquirente per un immobile e mettere in contatto le parti.
In realtà, quella è soltanto la parte più visibile di un'attività molto più complessa.
Una compravendita immobiliare è un percorso nel quale entrano in gioco aspetti commerciali, documentali, finanziari e personali. Il compito dell'agente è accompagnare questo percorso cercando di prevenire i problemi, gestire quelli che inevitabilmente possono presentarsi e creare le condizioni affinché venditore e acquirente possano arrivare consapevolmente alla conclusione dell'operazione.
Prima di vendere bisogna conoscere ciò che si vende
Il lavoro dovrebbe iniziare molto prima della pubblicazione dell'annuncio.
Conoscere l'immobile significa naturalmente visitarlo e comprenderne caratteristiche, punti di forza e criticità, ma significa anche raccogliere e analizzare la documentazione disponibile.
Titolo di provenienza, planimetria catastale, situazione urbanistica, eventuali pertinenze, vincoli, documentazione condominiale e attestazione energetica sono alcuni degli elementi che possono assumere rilevanza durante una compravendita.
Non tutti gli accertamenti competono direttamente all'agente immobiliare e, quando necessario, occorre coinvolgere tecnici, amministratori, notai e altri professionisti.
Ma l'agente deve saper riconoscere una possibile criticità e comprendere quando sia necessario approfondirla.
Personalmente ritengo preferibile affrontare un problema prima di mettere l'immobile sul mercato, quando possibile, piuttosto che scoprirlo dopo aver trovato un acquirente.
L'annuncio è soltanto l'inizio
Fotografie, descrizione e pubblicità sono importanti, ma commercializzare correttamente un immobile significa soprattutto individuare il pubblico al quale può realmente interessare.
Ogni casa ha un potenziale acquirente diverso.
Un appartamento da ristrutturare, un'abitazione pronta per essere utilizzata, un immobile di grandi dimensioni o una soluzione destinata a investimento rispondono a esigenze differenti.
Per questo la commercializzazione non dovrebbe limitarsi alla semplice pubblicazione sui portali. Occorre comprendere chi potrebbe acquistare quell'immobile e presentarlo in maniera coerente con il mercato al quale si rivolge.
La visita è anche un momento di ascolto
Durante una visita non si mostra soltanto una casa. Si ascolta.
Capire le esigenze dell'acquirente, le sue priorità, i tempi nei quali intende acquistare e, quando rilevante, le modalità con cui pensa di finanziare l'operazione consente di comprendere se esistano realmente le condizioni per proseguire.
Allo stesso tempo, l'agente deve fornire informazioni corrette sull'immobile, senza nasconderne gli aspetti che potrebbero incidere sulla decisione.
Una trattativa costruita su informazioni poco chiare può forse partire più facilmente, ma difficilmente diventerà una buona compravendita.
La proposta di acquisto è un passaggio decisivo
Uno dei momenti più delicati arriva quando l'interesse dell'acquirente deve trasformarsi in una proposta concreta.
Prezzo, modalità di pagamento, tempi, eventuale ricorso al mutuo, consegna dell'immobile e condizioni dell'operazione devono essere valutati con attenzione.
Una proposta non è semplicemente un modulo da compilare.
Può produrre conseguenze giuridiche importanti e rappresentare l'inizio di un percorso contrattuale che accompagnerà le parti fino al preliminare e al rogito.
Per questo ritengo fondamentale che ciò che viene scritto corrisponda realmente agli accordi raggiunti e che le parti comprendano il significato degli impegni che stanno assumendo.
Negoziare non significa soltanto discutere il prezzo
La negoziazione è probabilmente una delle parti meno visibili e più importanti del lavoro dell'agente immobiliare.
Venditore e acquirente partono naturalmente da posizioni differenti. Il primo vuole tutelare il valore del proprio patrimonio; il secondo vuole acquistare alle migliori condizioni possibili.
A questo si aggiungono esigenze personali, scadenze, disponibilità economiche, eventuali mutui e tempi necessari per liberare o consegnare l'immobile.
Il compito dell'agente non è semplicemente trasmettere offerte e controfferte. È comprendere dove esiste uno spazio reale per costruire un accordo.
Coordinare persone, competenze e tempi
Durante una compravendita possono essere coinvolti molti soggetti: proprietari, acquirenti, tecnici, amministratori di condominio, istituti di credito, mediatori creditizi, notai e consulenti.
Ognuno ha competenze e responsabilità differenti. L'agente immobiliare non deve sostituirsi al tecnico, al notaio o alla banca, ma deve sapere quando è necessario coinvolgerli e favorire un corretto coordinamento dei diversi interventi.
Una parte importante del lavoro consiste proprio nel mantenere il collegamento tra questi soggetti, verificando che i diversi passaggi procedano nella corretta sequenza.
Una documentazione richiesta troppo tardi, una perizia bancaria effettuata quando esistono ancora problemi da risolvere o una scadenza contrattuale non coordinata con i tempi del mutuo possono creare difficoltà che una corretta organizzazione avrebbe potuto evitare.
L'esperienza serve soprattutto quando qualcosa non va come previsto
Le compravendite più semplici possono dare l'impressione che tutto avvenga automaticamente.
È quando emerge un problema che diventa evidente il valore dell'esperienza.
Una difformità da approfondire, un documento mancante, una richiesta improvvisa della banca, un ritardo, una diversa interpretazione di un accordo o una tensione tra le parti possono mettere in discussione un'operazione che sembrava ormai definita.
In quei momenti il professionista deve mantenere lucidità, comprendere il problema e individuare, insieme ai soggetti competenti, il percorso possibile per affrontarlo.
La tecnologia aiuta, ma la responsabilità resta professionale
Anche in questo settore la tecnologia sta cambiando profondamente il modo di lavorare.
Portali, banche dati, firme elettroniche, strumenti digitali e intelligenza artificiale permettono di velocizzare attività che un tempo richiedevano molto più tempo.
È un'evoluzione positiva.
Ma nessun software può assumersi la responsabilità del rapporto tra le persone, comprendere completamente le sfumature di una trattativa o sostituire l'esperienza necessaria per riconoscere una situazione anomala.
Arrivare al rogito non è un fatto automatico
Tra il momento in cui un proprietario decide di vendere e quello in cui le parti si siedono davanti al notaio possono trascorrere settimane o mesi.
In quel periodo devono essere mantenuti insieme molti elementi.
Per questo considero il lavoro dell'agente immobiliare soprattutto un'attività di coordinamento, prevenzione e negoziazione.
Mettere in contatto due persone è relativamente semplice.
Andrea Buccolini
Agente immobiliare a Roma dal 2001
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Una compravendita ben gestita comincia prima dell'annuncio: dalla conoscenza dell'immobile, della documentazione e del mercato.
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